Scarpe da ginnastica comode, uguali, come due gemelline, l'una quelle rosse, l'altra quella azzurre, armate di coltello e sacchetto affrontiamo in questo pomeriggio domenicale i campi incolti. I piedi sprofondano nel terriccio abbandonato a se stesso, unica compagnia la rugiada che ancora persiste, e qua e là ciuffi d'erba apparantemente inutili che attendono solo di essere raccolti.
Seguo con interesse quello che anni di vita trascorsi nei campi hanno da raccontarmi, controllo che le foglie siano come mi vengono descritte, che il profumo sia proprio quella che sono abituata a sentire nelle casse di legno al supermercato, mi inginocchio diventando un tutt'uno con la natura e affondo il coltello nel terreno con la voce della saggia esperienza che alle mie spalle mi consiglia : " mi raccomando togli tutto, ma le radici lasciale, altrimenti non crescono più? " ; " no, quella lasciala lì non è rucola" , " quello prendilo, è papavero, è buono se lo cucini cotto" ....
domenica 16 marzo 2008
martedì 4 marzo 2008
La neve se ne frega
una fiera a noi ignota,
un mondo completamente sconosciuto, strano ai nostri occhi,
una ringhiera conquistata senza troppa fatica (stranamente e fortunatamente),
una sola persona da aspettare,
un fumetto da commentare,
un'ora per poterlo fare,
un'ora volata via solo per "ammirare" ...
un mondo completamente sconosciuto, strano ai nostri occhi,
una ringhiera conquistata senza troppa fatica (stranamente e fortunatamente),
una sola persona da aspettare,
un fumetto da commentare,
un'ora per poterlo fare,
un'ora volata via solo per "ammirare" ...
P.S. NIENT'ALTRO DA AGGIUNGERE ...
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