Sono tranquilla e beata che come al solito spettegolo con la mia compaesana aspettando che la mia quattro formaggi venga sfornata, quando la porta si apre, si chiude, si riapre e si richiude e così via e la mia sorella acquisita mi guarda senza parlare anche se i suoi occhi mi chiedono aiuto.
Allora mi alzo, mi tolgo il mio maglioncino di lana, x' sicuramente non mi servirà più, indosso il grembiule rosso ed eccomi pronta ....
lunedì 19 novembre 2007
domenica 11 novembre 2007
Ricordi...
... e al budino della nonna l'emozione mi ha colta all'improvviso, come un fiume in piena, gli occhi sono diventati lucidi e le lacrime hanno ricominciato a bagnare il mio viso ....
Come sono strani a volte i ricordi...
Come sono strani a volte i ricordi...
mercoledì 7 novembre 2007
Ma più una giornata così
Tantissimi tasti rossi che si illuminano senza tregua;
quel suono continuo che arriva a infastidire;
rattangoli blu che continuano ad apparire, ignari del fatto che cominci a odiarli e non fai altro che cercare di posticiparli il più possibile;
cercare di risolvere un problema e venire a sapere che ce ne è già un altro , lì , pronto ad arrivare;
e allora cerchi l'orologio, speri che almeno lui ti sia amico, che le lancette girino più veloce del solito, ma invece anche lui ti abbandona e più lo guardi più ti fa lo sguardo maligno....
Finalmente l'ora X è arrivata e allora scappo via veloce come il vento e non voglio più saperne niente almeno fino a domani mattina !!!
quel suono continuo che arriva a infastidire;
rattangoli blu che continuano ad apparire, ignari del fatto che cominci a odiarli e non fai altro che cercare di posticiparli il più possibile;
cercare di risolvere un problema e venire a sapere che ce ne è già un altro , lì , pronto ad arrivare;
e allora cerchi l'orologio, speri che almeno lui ti sia amico, che le lancette girino più veloce del solito, ma invece anche lui ti abbandona e più lo guardi più ti fa lo sguardo maligno....
Finalmente l'ora X è arrivata e allora scappo via veloce come il vento e non voglio più saperne niente almeno fino a domani mattina !!!
sabato 3 novembre 2007
Ritorno all'infanzia
Ed eccoci lì, io e Noni dirette verso la nostra città, x' in fin dei conti rimarrà sempre così, programmando una giornata che mi occorgerò non avrà più fine.
Mi guardo intorno e purtroppo vedo solo tanto grigio, tanto caos, sento solo il via vai delle macchine frenetiche che corrono senza sosta, probabilmente anche senza metà, e il clacson che suona non appena il verde scatta sopra le nostre teste.
Quanto mi piacerebbe che tutto fosse più calmo, che ci si potesse godere con un po' più di pace e tranquillità questo ritorno a casa, ma mi rendo conto che il mio quieto paesino è troppo distante da questà realtà e che tanta gente nemmeno può immaginare l'esistenza di un altro tipo di vita....
ma poi arriviamo ad un angolo, svoltiamo in una strada fin troppo conosciuta , parcheggiamo la macchina, e spingiamo il pesante portone di legno, ed eccoci ritornate alla mia infanzia, in un luogo che per tanta gente è solo e semplicemente una Chiesa sacra, dove bisogna pregare e portare rispetto, ma per me è tutt'altro; non so spiegarne il motivo , ma se dovessi raccontare in poche parole i miei dieci anni a Milano li riassumerei in: Oratorio. Potrei arrivare lì ad occhi chiusi e sapere dove essere, x' c'è un miscuglio di profumi e odori che rimaranno per sempre impressi in me...
Mi guardo intorno e purtroppo vedo solo tanto grigio, tanto caos, sento solo il via vai delle macchine frenetiche che corrono senza sosta, probabilmente anche senza metà, e il clacson che suona non appena il verde scatta sopra le nostre teste.
Quanto mi piacerebbe che tutto fosse più calmo, che ci si potesse godere con un po' più di pace e tranquillità questo ritorno a casa, ma mi rendo conto che il mio quieto paesino è troppo distante da questà realtà e che tanta gente nemmeno può immaginare l'esistenza di un altro tipo di vita....
ma poi arriviamo ad un angolo, svoltiamo in una strada fin troppo conosciuta , parcheggiamo la macchina, e spingiamo il pesante portone di legno, ed eccoci ritornate alla mia infanzia, in un luogo che per tanta gente è solo e semplicemente una Chiesa sacra, dove bisogna pregare e portare rispetto, ma per me è tutt'altro; non so spiegarne il motivo , ma se dovessi raccontare in poche parole i miei dieci anni a Milano li riassumerei in: Oratorio. Potrei arrivare lì ad occhi chiusi e sapere dove essere, x' c'è un miscuglio di profumi e odori che rimaranno per sempre impressi in me...
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